ESPOSIZIONI
2006
Esposizione personale: Comune di Breno, Chiesa S. Antonio, BS (40 opere)
2007
Esposizione collettiva: Comune di Cerveno, Valle Camonica, BS (7 opere)
Esposizione collettiva: Comune di Nadro, Valle Camonica, BS (8 opere)
Esposizione collettiva: Comune di Berzo Demo, Val Saviore, BS (5 opere)
2008
Esposizione collettiva: Oglio, acqua che scorre Palazzo Martinengo, Brescia (5 opere)
a cura di Brescia Mostre Grandi Eventi.
2009
Esposizione collettiva: IL SEGNO - Mostra dei finalisti, Milano (1 opera)
a cura della Galleria d'arte Contemporanea Zamenhof
a cura della Galleria d'arte Contemporanea Zamenhof
PREMI
Primo Premio, "Sezione Grafica 1998", Darfo Boario Terme
Primo Premio, "Comune di Solto Collina 1999"
Primo Premio, "Antonio Pagano 2000", Liceo artistico "D. Celeri" di Lovere
Primo Premio, "Sezione Giovani 2003", Val Cavallina
Terzo Premio,"Comune di Casazza 2004"
Primo Premio, "Bariano a colori 2005"
Primo Premio, "Sezione Giovani 2005", Val Cavallina
Secondo Premio, "Entratico e i suoi luoghi 2005"
Secondo Premio, "Luzzana En Plain Air 2007"
Primo Premio, "I colori della Val Cavallina 2007", Casazza
Settimo Premio, "Giovanni Monticciolo 2007", Lecco
Secondo Premio, "Premio Nazionale Ermenegildo Agazzi, Sezione giovani 2008", Mapello
Terzo Premio, "Gaudenzio Sacchi 2008", Villasanta
Terzo Premio, " Arte e musica a Luzzana 2008"
Premio Collezione Privata Bonzi Giancarlo, Mapello, Concorso Nazionale Ermenegildo Agazzi
Premio d`arte contemporanea "Il segno" edizione 2009, Galleria Zamenhof, Milano
Varie segnalazioni di merito nei concorsi di:
- Mapello
- Castelfranco Veneto
- Martinengo
- Almenno San Bartolomeo
CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Quotidiano Bresciaoggi n. 339 dicembre 2006
I colori della Valle, antologia degli artisti camuni contemporanei, 2007
Catalogo: concorso internazionale Emilio Gola, XXIX edizione 2007, Olgiate Molgora, Lecco
Catalogo: concorso nazionale Sacchi, XIII edizione 2008 - Circolo Amici dell'Arte, Villasanta
Catalogo: concorso internazionale Agazzi XXIV edizione 2008 - Associazione Culturale Agazzi
Testo universitario, copertina: Pedagogia speciale in Europa, a cura di Angelo Lascioli - Edizioni Franco Angeli
Catalogo: "Oglio, Acqua che scorre" da cucina con Arte. Sezione "La Provincia in città" 2008
Catalogo: concorso internazionale Agazzi XXV edizione 2009 - Associazione Culturale Agazzi
Quotidiano Bresciaoggi n. 262 settembre 2008
CRITICA
Con i suoi ventitre anni è il più giovane dei diciotto artisti, come forse si coglie anche nella sua capacità di osare: poichè in effetti, in una mostra che vede molti colleghi più maturi lavorare soprattutto sui tradizionali temi del paesaggio e della figura, non è semplice scegliere un'arte così materica e volutamente antirappresentativa.
Osservate in fotografia, le sue son infatti opere -con tutta l'imprecisione del termine- verrebbe da definire "astratte" , giocate come sono si ritmi cromatici e compositivi molto sottili e abilmente congegnati; tuttavia, è sufficiente dar loro uno sguardo anche fugace da pochi passi per comprendere e sentire sulla propria pelle quanto siano assolutamente e potentemente "reali" e "realistiche".
Sono pezzi di grande intensità, nelle cui cuciture e bruciature, si può forse leggere una sorta di moderna iconografia della sofferenza, ora addolcita da brani pittorici più sobri, ora invece addirittura inasprita da piccoli inserti dorati che anzichè nobilitare la povertà del materiale circostante paiono piuttosto confermare un dissidio interno al manufatto. Anche Vortice d'Acqua, l'opera realizzata per Cucina con Arte, è tutt'altro che problematica: l'azzurro che scorre in maniera disordinata e sofferta, trovando opposizioni impreviste nella morfologia di un quadro che proprio per questo motivo solo a fatica si riesce a identificare come un piano orizzontale e livellato.
Paolo Sacchini
Luca Gobbetti dipinge quadri che sono pure architetture di colore. È questo il punto di partenza per la percezione e l'analisi del suo personalissimo linguaggio artistico. Nella sua arte è assente ogni forma di figuralismo oggettivante e concretizzante. Risulta cancellato il rapporto soggetto oggetto, creazione rappresentazione, immaginazione trasfigurazione del dato. Tutto si risolve dentro l'ideazione come processo spirituale che riconduce, riduce e forse meglio annulla le categorie spazio-temporali perchè "incondizionata" si liberi la "condizione" della mente, questa sì "condizionata" dalle proprie intime ragioni di ordine, di razionalità, di costruttività.
La sorgente che indica al tempo stesso, nell'assoluta intenzionalità dell'atto del dipingere, l'ambito e persino il possibile e obbligato sviluppo di un'arte così concepita, così realizzata, così manifestata quale "architettura del colore", è ben lontana dall'essere il frutto o il prodotto di un'astratta operazione. Perchè in quell'arte c'è un rigore logico e un controllo formale che non lasciano scampo alcuno alle improvvisazioni dell'estro e al libero gioco della fantasia.
Tutto questo esige e comporta una regola che si fa processo selettivo e che impegna Luca Gobbetti sul traguardo arduo di realizzare nel quadro un progetto: e dire progetto significa dare al quadro una propria ragion d'essere, e cioè una propria spazialità e una propria volumetria, l'una e l'altra ottenute per predisposizione di piani che s'intersecano sia per linee orizzontali che verticali, in profondità sia divergenti che convergenti. E così, ad opera finita, risultano tutt'altro che smarrita l'organicità, la compattezza e la compiutezza. Il senso complessivo - ben evidente se nell'osservazione e ancor prima nella percezione ci si tiene alla larga delle solite domande sul "che cosa" - è nel presentarsi il quadro dotato di un suo peculiare linguaggio, di una causalità totalmente risolta in sè, senza alcuna necessità di ricorrere a strumenti ermeneutici esterni al quadro stesso. L'opera, liberata, anzi pensata al di qua di ogni sovrastruttura, si fa essa stessa struttura, discorso in sè concluso, autosufficiente e perciò significante per significato intrinseco.
Non basta. Perchè l'aver individuato sin qui al massimo (e comunque non è poco) un metodo che è poi la scelta formale ed espressiva di Luca Gobbetti, subito, costituendone l'aspetto imprescindibile e imprescrivibile, va evidenziato come le risorse cui affidare il progetto siano quelle e solo quelle del colore, conditio sine qua non affinchè dall'inizio e alla fine l'opera possa dirsi ed essere pienamente e motivatamente opera di pittura, anzi pittura nel suo stato originario e poetico, formale ed emotivo.
Entrando allora e per necessità logica nell'opera, volendo e dovendo leggere il quadro, per enuclearne il senso ed evidenziarne i valori significanti che sono un tutt'uno con i valori cromatici, ci soccorrono i bei titoli con i quali Luca Gobbetti conferisce identità ed unicità ad ogni sua opera. E sono titoli più allusivi che dichiarativi, sono tracce essenziali che lasciano aperto il campo dell'interpretazione sempre ricondotta alla sua matrice emotiva, stabilendo così una sorta di complicità tra "autore" e "lettore", tra l'artista e il pubblico cui in definitiva è destinata l'opera. È come se il primo dicesse al secondo, chiamandolo ad una totale responsabilità di partecipazione e di coinvolgimento attivo, che non basta guardare e che, per logica interna, è necessario al contrario lasciarsi pienamente coinvolgere, perchè i "veli" cromatici costituiscono il passaggio inedudibile verso lo svelamento di sentimenti e di pensieri.
L'artista esprime molto meglio lo stesso concetto, la stessa idea e traduce la sua intuizione che è poi il suo modo originalissimo di fare pittura, con il titolo emblematico Oltre la nebbia, luci: oltre le difficoltà gnoseologiche del conoscere, oltre il dualismo tra cosa e intuizione, oltre la barriera che sembra stabilire una insuperabile divisione tra la mente e la raffigurazione, tra l'atto del pensare e il fatto, insomma oltre ogni forma di alienazione, sta la luce: la luce del pensiero che è la forza del cuore, e dunque freschezza della vità.
Eugenio Fontana - critico d'arte